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Alunni diversamente abili

ATTIVITÀ DI SOSTEGNO:

DETTAGLIO DEI PROGETTI

A) INSERIMENTO ALUNNI DIVERSAMENTE ABILI
L’integrazione degli alunni disabili nelle classi non è solo un obbligo stabilito dalla legge , ma un modo per migliorare la scuola e renderla un luogo accogliente per tutti.
Le modalità seguite per un specifico inserimento sono le seguenti:
• Conoscenza del bambino.
• Incontro con i genitori.
• Rapporti con tecnici specialisti che già seguono il bambino.
• Allestimento di spazi attrezzati.
• Organizzazione dei ritmi giornalieri.
Tutti gli insegnanti di classe, insieme agli insegnanti di sostegno,concorrono alla riuscita del progetto educativo generale e di integrazione. All’interno della scuola sono presenti spazi strutturati(palestra, aula di sostegno) pensati appositamente per le esigenze dei bambini diversamente abili. Attraverso l’utilizzo di tali spazi, è possibile realizzare attività sia individualizzate che di piccolo gruppo mirate allo sviluppo delle potenzialità del singolo. Un ruolo fondamentale all’interno del processo di integrazione dell’alunno disabile viene offerto dal personale ausiliario, coinvolto quotidianamente nell’esperienza del bambino
Nella SCUOLA PRIMARIA il coinvolgimento del bambino avviene con diverse modalità a seconda del grado di disabilità e dei momenti della giornata.
Le modalità d’intervento possono essere.
• Lavoro individuale con rapporto uno a uno.
•  Lavoro in un piccolo gruppo con la partecipazione a turno degli altri bambini della classe.
• Coinvolgimento nei laboratori gestiti dagli insegnanti durante la compresenza.
• Lavoro nel gruppo classe con supporto dell’insegnante di sostegno ed adeguamento delle  proposte.

B) LABORATORIO CON CENTRO DIURNO DISABILI
Viene previsto, con il patrocinio del Comune, la realizzazione di un laboratorio a titolo " Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare". Nel secondo quadrimestre dell'anno verranno effettuati incontri a scuola con frequenza settimanale a cui parteciperanno un gruppo di ospiti del C.D.D. e gruppi di alunni delle due classi terze della scuola di via M.Bianchi.
Obiettivi: Stimolare abilità creative e rappresentative
Cogliere tematiche e i significati principali della storia
Promuovere la collaborazione tra persone con abilità differenti
Favorire il saper ascoltare, immaginare, creare e costruire insieme
Creare spunti di approfondimento e collegamenti con altre
discipline scolastiche
Al termine del lavoro è prevista la presentazione del lavoro a tutta la cittadinanza.



C) PICCOLE AZIONI TEATRALI
Si tratta di un percorso di laboratorio teatrale rivolto ai bambini con particolari esigenze e con maggiore bisogno di attenzione per la formazione e lo sviluppo di relazioni interpersonali e con gli ambienti circostanti.
La specifica tipologia di lavoro è data dall’incontro individuale fra il bambino e il conduttore (con la presenza, più o meno attiva, del docente).
Tale incontro viene mediato da un linguaggio teatrale determinato che si basa sull’uso di strumenti, esercizi e tecniche artistiche teatrali.
La modalità dell’intervento prevede:
• un approccio graduale costruito con un’interazione costante;
• una totale messa in gioco del conduttore  che diventa “attore” nelle varie azioni ;
• una ritualità dell’incontro (riconosciuta anche da mezzi scenici e allestimenti spaziali in uso);
• una totale apertura all’ascolto di quanto accade durante il lavoro in modo da poter mediare e modificare l’intervento in base alle sollecitazioni proposte dai singoli bambini.
In questo progetto emerge il senso di ogni minimo risultato, poiché ciascuna azione è un piccolo passo e ogni incontro è una scoperta.
Attraverso il potenziamento della teatralità spontanea del bambino, si mira al miglioramento dell’autonomia relazionale, trasferita in seguito al gruppo classe.
Si sollecitano i canali di comunicazione verbale e non verbale per attivare e valorizzare risposte latenti.
Il progetto rivolto a tutti i bambini diversamente abili inseriti nel Circolo (circa 20 ) potrà avere la seguente modalità di sviluppo: Attività laboratoriale:
• un incontro di presentazione del progetto alle insegnanti/educatrici di sostegno e agli
insegnanti di classe in cui i bambini sono inseriti.
• un incontro per raccogliere le informazioni relative alle diverse disabilità dei singoli
bambini.
• 10  incontri di 30 minuti per ogni bambino.
Durante tutti gli incontri sarà sempre richiesta la presenza dell’educatrice/insegnante  di sostegno che provvederà a compilare una scheda in cui saranno riportate le varie  risposte  ai lavori proposti e tutte le impressioni nel merito.
Oltre ad una verifica immediata, alla conclusione di ogni singolo incontro, si prevedono una verifica intermedia ed una verifica finale.
In accordo con le varie figure coinvolte nel progetto si punterà alla raccolta di una documentazione scritta, di una documentazione fotografica e video ( nel rispetto delle varie normative vigenti).
Si prevede a conclusione del percorso una possibile lezione aperta ai genitori.



D) SPORTELLO PSICOPEDAGOGICO
Destinatario Insegnanti e genitori
Operatori Psicologa, pedagogista, psicoterapeuta, psicomotricista, logopedista ,operatori dell’Associazione “IMPAROLE”
Orario: su appuntamento, il giovedì mattina, nella scuola elementare di via M. Bianchi,  dalle ore 9,30  alle 13.30. Offrire alle insegnanti uno spazio come momento di confronto sulle dinamiche all’interno del gruppo classe, su situazioni individuali di bambini che manifestano comportamenti e/o difficoltà particolari (difficoltà di apprendimento, di linguaggio…), su difficoltà nella gestione delle relazioni all’interno della scuola e con le famiglie.
Metodologia Lo sportello verrà gestito dalla psicologa Dott.ssa Colzani che, in base alle esigenze che si verificheranno, gestirà, le altre figure specialistiche. L’organizzazione degli appuntamenti è affidata all’ufficio di segreteria.
Modalità Colloqui individuali con le insegnanti e con i genitori.

E) CENTRO PER L'AUTISMO
Il progetto 'sportello scuola' nasce dalla collaborazione tra la Direzione Scolastica  e lo Spazio Aperto Piccoli del Centro per l'Autismo di 'Spazio Aperto Servizi'. 
Si tratta di di uno sportello di coordinamento rivolto esclusivamente ad INSEGNANTI ed EDUCATORI.
Lo 'Sportello Scuola' accoglie richieste e restituisce risposte o informazioni utili relativamente a: DISTURBI SPECIFICI DELL'APPRENDIMENTO, DEL COMPORTAMENTO, RITARDO MENTALE E DISTURBI GENERALIZZATI DELLO SVILUPPO.
Attraverso questa azione si accompagna e supporta l'insegnante/operatore e di conseguenza anche la famiglia del minore disabile, nel delicato processo di definizione del progetto di vita, in relazione alle caratteristiche della persona stessa e delle risorse.
Il servizio garantirà 4 incontri formativi per insegnanti ed operatori nel periodo Settembre/ottobre 2008:
1- I disturbi dell'apprendimento
2- I disturbi del comportamento
3- Il ritardo mentale
4- I disturbi generalizzati dello sviluppo



F) PROGETTO ASDO
Si occupa di proporre esercizi di ginnastica adatti ai bambini diversamente abili.

G) IMPARA L’ARTE  

Attività artistica per i bambini della Scuola Elementare

Anno Scolastico 2008-2009imparalarte47

Responsabile del progetto: Sign.ra Chantal Martinelli Artista ed arteterapeuta

Il progetto, proposto nell’ambito delle attività promosse dal G.L.H., consiste in un percorso artistico espressivo che ha coinvolto sei bambini diversamente abili inseriti in quattro classi (due quinte della Scuola Elementare di Via Mosè Bianchi e una seconda ed una terza della Scuola Elementare di via Don Milani).

Gli obiettivi che hanno ispirato l’intervento sono stati i seguenti:

1. Offrire al bambino un canale d’espressione di sé e dei propri vissuti emotivi attraverso il linguaggio non verbale dell’arte per favorire lo sviluppo comunicativo e sperimentare sentimenti di benessere.

2. Promuovere attraverso un percorso sensoriale ed artistico il processo di crescita psicologica e l’acquisizione di una maggiore autonomia operativa e contribuire al contempo ad integrare i processi cognitivi facendo arte.

3. Migliorare le relazioni interpersonali ricercando comportamenti adattivi nuovi, partendo dall’esperienza creativa nel piccolo gruppo.

4. Rafforzare il senso di realtà incoraggiando l’alunno a riconoscere ed accettare le regole ed i limiti dei vari materiali e a misurarsi con essi.

Il progetto si è articolato in sette incontri di un’ora ciascuno per ogni gruppo coinvolto. L’attività si è svolta a cadenza settimanale, il mercoledì ed il venerdì.

Al progetto hanno partecipato gli alunni diversamente abili accompagnati da piccolo gruppo di bambini appartenenti alle classi di provenienza. Considerando il numero delle ore destinate al percorso si è deciso di mantenere stabili i gruppi e di non attuare la rotazione ipotizzata per consentire ai partecipanti di acquisire meglio le competenze relative all’uso dei materiali e di sviluppare i temi emersi in modo più accurato. Il piccolo gruppo ha consentito invece di offrire ad ognuno le attenzioni di cui ha avuto bisogno durante l’intero processo artistico.

Ai bambini è stato proposto un percorso di libera sperimentazione delle tempere nelle tinte primarie, per dare origine a molteplici variazioni ottenute mescolando fra loro i colori, in una cornice di contenimento e di rispetto delle regole dei materiali e del gruppo.

Questa proposta ha consentito a tutti i bambini, ed in particolare a quelli portatori di difficoltà, di operare conformemente al proprio livello evolutivo, di comunicare emozioni ed affetti attraverso un ulteriore linguaggio espressivo ed al contempo di integrare e sostenere i processi sensoriali e cognitivi necessari per l’apprendimento.

Determinante per la riuscita e lo svolgimento sereno del progetto è stato l’apporto dato dagli insegnanti di sostegno, sia nel lavoro preparatorio dei materiali necessari che nell’incoraggiamento emotivo offerto in modo puntuale e sensibile agli alunni.

I lavori eseguiti dagli alunni durante l’attività sono stati raccolti dalle insegnanti e saranno consegnati agli alunni al termine del percorso.

Si sono tenuti un incontro iniziale di presentazione per illustrare agli insegnanti i principi metodologici adottati ed un incontro finale di riflessione sugli aspetti più significativi dell’espressione artistica dei bambini segnalati per una migliore comprensione dello sviluppo evolutivo di ognuno di loro, valutare i risultati raggiunti ed eventuali elementi di forza o di debolezza del progetto proposto.

 

Scuola di Via Mosè Bianchi

Hanno partecipato quattro alunni diversamente abili inseriti in due classi, la quinta A e la quinta B.

Ai due gruppi è stato proposto di rappresentare un personaggio a scelta che fosse significativo per loro, un personaggio reale, un amico, un eroe, un animale amato. In questa fase ognuno poteva utilizzare il materiale preferito fra le matite, i pastelli, i pennarelli, materiali conosciuti e rassicuranti che ognuno era in grado di usare.

Al termine i vari personaggi sono stati ritagliati ed ognuno doveva pensare ad un luogo in cui collocare il proprio e se continuare l’opera da solo o con un compagno. Poiché alcuni soggetti risultavano appartenere ad uno stesso ambito, vi sono stati dei bambini che hanno deciso proseguire con la modalità del lavoro di gruppo mentre altri hanno preferito sviluppare individualmente il loro lavoro.

In questa fase i ragazzi sono stati incoraggiati ad utilizzare le tempere ed a confrontarsi con le caratteristiche di questo materiale. Malgrado fosse evidente la scarsa familiarità con la tecnica, tutti, superati i primi impacci, si sono mostrati desiderosi di sperimentare e di cimentarsi nella realizzazione di sfumature di colore, variazioni cromatiche e ricerche meticolose di risultati specifici.

Il mio intervento è stato quello di offrire insegnamenti e chiarimenti sulla tecnica, incoraggiare la sperimentazione di soluzioni nuove e meno scontate e compiere, su indicazione del bambino, le operazioni che prevedevano l’utilizzo del taglierino.

Nel corso degli incontri sono emerse alcune delle difficoltà specifiche dei bambini ed in questi momenti è stato necessario sostenerli emotivamente, aiutarli a tollerare le frustrazioni ed i limiti, rassicurarli sulla possibilità di trovare insieme una soluzione al problema e rinforzarli sulle loro capacità di proseguire da soli il lavoro.

Il buon funzionamento dei gruppi nel loro insieme è stato frutto non solo dell’intervento di guida e di contenimento delle varie dinamiche, ma anche della volontà dimostrata dai ragazzi di interagire positivamente.

La possibilità di progettare e realizzare un’opera complessa, frutto del lavoro di più incontri ha consentito la messa in campo ed alla prova di una serie di intuizioni, soluzioni più evolute, frutto di pensieri e confronti con gli altri.

Nella stessa opera hanno potuto convivere funzionamenti differenti in un clima di confronto che ha aiutato tutti e che ha dato ad ognuno il senso di essere riuscito nel proprio intento.

Scuola di Via Don Milani

Al progetto hanno partecipato due alunni diversamente abili accompagnati da un piccolo gruppo di compagni delle rispettive classi.

Ad ogni bambino è stato proposto di rappresentare un soggetto a piacere scelto fra quelli più amati, un bel ricordo, il gioco preferito, un fatto accaduto, un personaggio caro, reale o di fantasia.

Durante gli incontri sono stati utilizzati esclusivamente i colori a tempera perché il gruppo potesse acquisire confidenza e sicurezza nei confronti del materiale, imparando i primi elementi tecnici attraverso l’esperienza concreta del dipingere.

Inizialmente è stata offerta una tavolozza limitata ai colori primari per rendere necessario da subito un lavoro di ricerca delle tinte mancanti.

In questo modo, attraverso un approccio di tipo esperienziale più che teorico, i bambini hanno dato vita ad una serie d’immagini per loro significative, realizzate nel rispetto delle loro esigenze espressive e creative.

I bambini sono stati incoraggiati ad operare secondo i principi della ricerca e della sperimentazione di soluzioni meno ovvie, a fare prove e tentativi fino ad ottenere i risultati desiderati.

 

Al percorso hanno partecipato due bambini diversamente abili

Malgrado le difficoltà espresse da M. in relazione alle capacità attentive, nel corso del progetto si è potuto notare un maggior coinvolgimento relazionale ed una crescente disponibilità nei confronti dell’uso dei materiali. M. ha eseguito ogni volta un piccolo lavoro.

La scelta dell’orario dell’attività sembra non aver facilitato la concentrazione di M. nel lavoro poiché, sentendo i rumori provenienti dal corridoio, ha più volte richiesto di poter continuare l’intervallo con i compagni.

Per quanto riguarda la partecipazione di M.B. occorre far riferimento non solo alla stanchezza mostrata all’ultima ora di scuola della settimana, ma soprattutto allo stato di grave ritiro in cui si trova il bambino.

M. ha avuto il primo contatto visivo con me al terzo incontro e non ha mostrato un interesse spontaneo per il materiale artistico. Ha risposto alle sollecitazioni con un gesto ripetuto di tre pennellate di colore a volte date senza guardare il foglio, ma muovendo in modo stereotipato il pennello.

Al suo ingresso in atelier, l’interesse di M. è sempre stato rivolto alla ricerca ed al gioco con bacchetti e fili di lana. Non è stato possibile, in questa stanza, distoglierlo da questa attività e contrastare il suo ritiro.

Queste osservazioni suggeriscono la necessità di una riflessione e condivisione di questi elementi con gli insegnanti di classe.

Malgrado le difficoltà specifiche espresse dagli alunni diversamente abili, occorre evidenziare come i gruppi abbiano partecipato attivamente ed in modo proficuo, realizzando dipinti originali e molto personali e, in una particolare situazione, un’opera collettiva che ha visto la partecipazione di tutti.

Il buon funzionamento dei gruppi nel loro insieme è stato frutto della curiosità e dell’interesse dimostrato dai bambini nei confronti di questa proposta, intesa a pieno come occasione per esprimere le proprie idee attraverso l’arte.

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